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Orange Fiber: i vestiti nati dagli scarti delle arance!

Vestiti cuciti dalle arance e che sprigionano vitamina C sul nostro organismo, un vero e proprio elisir di giovinezza totalmente green.

orange_fiberL’altro giorno guardavo la Tv e tra le tante brutte notizie che purtroppo affastellano il telegiornale e affliggono i nostri cuori, finalmente una good news ha attirato la mia attenzione… Si tratta di una splendida intuizione nata dalle menti geniali di due ragazze giovanissime che hanno dato vita a Orange Fiber, un fibra di tessuto ricavata dagli scarti delle arance.

Mi hanno sicuramente colpito il progetto innovativo, la ricerca, la volontà di avviare un’attività in grado di aiutare l’ambiente, ma soprattutto il fatto che queste due ragazze abbiano creduto fortemente nella loro idea e l’abbiano portata avanti con sforzi e sacrifici. Mi ha ricordato un pò la nascita di WashApp 😉

OrangeFiberOrange Fiber prodotto dalle arance non solo è un tessuto ecosostenibile, che permette di risparmiare i soldi dello smaltimento degli scarti delle arance stesse, ma rilasca vitamine al contatto con la pelle. Premio dalla provincia di Milano, arrivo in finale alla business plan competition Start cup Lombardia, assegnazione del premio Dall’idea all’impresa di Assolombarda, in poco tempo Adriana Santanocito, catanese di 35 anni, ha visto la sua idea di moda ecosostenibile ottenere importanti riconoscimenti.

Ho sempre trovato molto interessante lo studio dei materiali e partivo dal presupposto che il mio obiettivo fosse creare un nuovo tessuto, che derivasse dalla parte biodegradabile di sostanze biologiche vegetali: sono siciliana, la prima cosa che m’è venuta in mente è stata un’ arancia” – ha dichiarato Adriana Santanocito. Dal 2013 ha dato vita ad una collezione di 10 abiti, fatti con questa stoffa green creata dagli scarti dell’industria agrumicola siciliana.

Invece, grazie ad Enrica Arena, 26 anni, laureata in Cooperazione internazionale, Orange fiber è diventato un progetto di ricerca imprenditoriale oggi brevettato.

Le arance che consumiamo sia a scopi alimentari sia a scopi estetici producono scarti a cui vanno aggiunti i frutti che non vengono usati perché non idonei per il mercato alimentare. Per ovviare al problema dello smaltimento degli scarti, Orange Fiber usa gli scarti e li trasforma in capi d’abbigliamento. Viene estratta la cellulosa buona e viene filata, senza utilizzare altre materie prime, senza produrre anidride carbonica e inquinamento.

Questo esperimento è diventato realtà grazie alle grandi capacità e alla preparazione nel campo delle nanotecnologie e della sperimentazione, che ha permesso alle due creatrici di applicare microcapsule nei vestiti che venendo a contatto con la pelle sprigionano vitamine A, C ed E preziose per l’organismo.

Le giovani imprenditrici dichiarano: “Vogliamo trasformare i rifiuti di agrumi (attualmente ammontano a 700.000 tonnellate in Italia) in un tessile sostenibile e vitaminico che rappresenterebbe una nuova opportunità per la tradizione italiana nel settore tessile e della moda. Abbiamo sviluppato un processo innovativo per estrarre cellulosa da scarti di frutta da utilizzare nel settore tessile. Abbiamo dimostrato la fattibilità di questo processo sui rifiuti di agrumi e abbiamo brevettato l’innovazione nel mese di agosto 2013. Abbiamo anche sviluppato nanotecnologie ad hoc con oli essenziali sul tessile per ottenere tessuti funzionali che rilasciano principi attivi direttamente sulla pelle. Per il momento abbiamo sviluppato e testato un prototipo con oli essenziali di agrumi, con valori elevati di vitamina C.

Allora forza all’imprenditoria femminile e alle idee dei promettenti giovani su cui questo Paese dovrebbe ricominciare a credere e su cui dovrebbe investire di più.

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